“Paese che vai usanze che trovi”… a New York forse è più vero “Paese da cui arrivi, tradizioni che importi”
Nel tempo, tutti i vari gruppi di emigrati che sono sbarcati a NYC hanno ricreato qui una comunità in cui comunicare con la stessa lingua e che condividesse le medesime radici storico-sociali-culturali. Pensiamo a little italy, little brazil, corea town, china town e tutti gli altri “quartieri nei quartieri”.
Se anche l’immigrazione “massiccia” oggi non avviene più (a causa anche delle restrizioni legislative) e nonostante il grande ruolo della globalizzazione che ha abbattuto negli anni diverse barriere linguistiche e non, è pur sempre vero che i “nuovi immigrati” nella city continuano a cercare prodotti di “casa”.
Succede a noi, che ogni volta che torniamo dall’Italia abbiamo valige piene di cibo e che a New York facciamo di tutto per trovare i prodotti originali e importati (vedi il caso Nutella). Succede agli “altri”
Il nostro amico Abib, senegalese, l’altro giorno mi ha regalato una lattina di caffè istantaneo della Nescafé dopo averci confessato di comprarlo sempre e solo da un negozio di alimentari africano. Perché?!
Luca ed io eravamo un po’ scettici, lo ammetto, ma ora che lo sto sorseggiando devo ammettere che Abib ha ragione: il Nescafé africano è decisamente più buono!!!!